lunedì 20 agosto 2012

IL FANTASMA DI WILMA GOICH

Le colline sono in fiore.

lunedì 12 marzo 2012

IL RAGAZZO ELIO

Ci ha lasciato.

LA CRISI, COMUNQUE

Per via della benza, costa troppo.

giovedì 17 febbraio 2011

COMICO O MOTOCICLISTA?

L'avevo persa, la notizia: l'ho recuperata per caso cercando il saggio di Camporesi sullo stereotipo del romagnolo... Io sto dalla parte degli accusatori, anche se c'è stata assoluzione: l'eccesso di italianismo che sottolineava Pasolini (per me, in questo momento) certo non è un vanto, e pure - vorrei sbagliarmi - non si individuano all'orizzonte figure "all'altezza della tradizione", come dice Balzani. Fatta questa eccezione.

martedì 25 gennaio 2011

IL PARADISO PUÒ ATTENDERE

Io ho di meglio da fare (e Warren Beatty non c'entra nulla), e poi è un film già visto...

lunedì 10 gennaio 2011

A LIFE LIKE OTHER PEOPLE'S


Ho letto quasi contemporaneamente (e quasi per caso) due storie famigliari raccontate da figli: il libro di Alan Bennett e quello della Tobagi. Sono libri molto diversi eppure simili: entrambi colmi di un'onestà dolente, di una decisa volontà di descrivere vite private (poco importa se ordinarie o straordinarie) con straordinaria leggerezza. Poi, entrambi raccolgono belle foto in bianco e nero, foto che vivificano il racconto e che inevitabilmente ti portano a sfogliare l'album dei tuoi ricordi. Così ho fatto. E ho tirato fuori questa foto. È stata scattata dal mio babbo, che era un fotografo. Ritrae Angelo Lombardi, l'amico degli animali della fortunata serie televisiva anni '60, in una esibizione en-plein-air. È una delle rarissime foto di quegli anni che (non so come) ho recuperato: mio babbo le scattava su incarico di quella che allora si chiamava Azienda di Soggiorno, le stampava, archiviava il rotolo dei negativi e poi, dopo qualche anno, se non servivano ristampe (e non servivano quasi mai), buttava tutto nella spazzatura, visto che in negozio lo spazio per l'archivio era piccolo, limitato ad una serie di scaffali che stavano in camera oscura e che erano per la maggior parte occupati da lastre di fototessera prese con il banco ottico e da negativi di matrimoni. Ogni tanto, qualcuno mi ferma per chiedermi se conservo ancora una certa foto scattata in quella particolare occasione, e io sono costretto a spiegare che no, la foto non c'è più, non era davvero possibile raccogliere tutto. Mi mordo però le mani: mi piacerebbe rivedere le immagini dello sci nautico, dell'offshore, delle feste negli alberghi, degli amici in spiaggia. Questa foto è stata scattata, come riporta la data sul retro, nel giugno del 1962, anno e mese della mia nascita. E, vista la volatilità del babbo in alcune situazioni, magari proprio mentre mia mamma stava partorendo. Ma questa è un'altra storia.

giovedì 25 novembre 2010

TUFFI



ARRIVO DAL MARE

Sono tornato alla Fondazione Balestra dopo parecchi anni, spinto dal riaffiorare del verso di Tito Balestra che intitola un documentario che indaga sul senso della cultura in Italia, ma direi mosso soprattutto dalla passione della Caterina per i disegni, come li chiama lei... Ed è stato gratificante notare che, sospesa tra Guttuso e Maccari, Rosai e Sironi, Morandi e De Pisis, più di tutto lei abbia apprezzato le grafiche di Vespignani, artista legato al poeta che sommamente incarna la vicinanza tra l'arte e la vita, un (alt(r)o) senso della cultura.

giovedì 4 novembre 2010

POINT BREAK (GLI EX-SINDACALISTI)

Magari pensavano a possibili attenuanti, nella malaugurata ipotesi che il colpo potesse fallire...

martedì 12 ottobre 2010

STRILLI, nr. 2

mercoledì 8 settembre 2010

STRILLI, nr. 1

UN SARTO EBREO CON LA CINEPRESA

Si è vero, oggi è il giorno di Ben Affleck, ma a Venezia ci sono anche i Zapruder...

giovedì 2 settembre 2010

IN VINO VERITAS

Chi dei due avrà ragione?

giovedì 5 agosto 2010

HEGEL E LA GENEROSITÀ ROMAGNOLA #3

Terzo episodio: il campo avvelenato.

TESI: Ti piacciono le ciliegie?
ANTITESI: Moltissimo ma...
SINTESI: Le ciliegie sono buone e le compro al supermercato.

lunedì 2 agosto 2010

ANNIVERSARI



Trent'anni fa, Flavia...

venerdì 25 giugno 2010

LA NOTTE ROZZA

Sui bomboloni, però, niente da ridire...

venerdì 18 giugno 2010

SEPOLCRI

Ora bisognerà fare un po' di spazio...

giovedì 10 giugno 2010

RICORRENZE

Quarant'anni e non sentirli...

venerdì 28 maggio 2010

(PRO)VOCAZIONI


Certo, non è obbligatorio. Non è obbligatorio abitare in una città turistica e vivere di turismo. Si può anche decidere di vivere con il turismo, in civile coabitazione. Che vuol dire sostanzialmente questo (almeno per me): pur occupandomi di altro, guardo con interesse più o meno partecipe (a seconda delle occasioni, diciamo) alle interazioni fra turisti e operatori del settore, alle dinamiche che si innescano e alle conseguenze ad esse legate. Per esempio, mi ha sempre colpito l'utilizzo disinvolto del termine "vocazione turistica", formula che vorrebbe individuare la naturale disposizione che spinge una comunità a fare del turismo il fulcro della sua vita economica e sociale. Ma di preciso come si manifesta questa vocazione? Forse è l'insieme dei servizi organizzati per l'accoglienza? Non so, detta così mi sembra un po' fredda (e a volte anche esagerata), ma potrebbe. Oppure è solo una miscela equilibrata di cultura, tradizione e know-how che assegna questo titolo a un territorio invece che a un altro? Anche questa è un'ipotesi percorribile, ma non sufficiente a sottoscrivere un patto così importante e a giustificare un respiro collettivo tanto ampio (e poi si rischiano anche clamorosi scivoloni). Io, per mio conto, ho sempre pensato al rispetto come atteggiamento dovuto da parte di chi vive in una realtà che, lo si voglia o no - con sacrifici o gratificazione - stravolge radicalmente (stagionalmente) abitudini, affetti, rituali, manìe, vite. Rispetto dovuto e preteso, sia ben chiaro. Che significa: sei l'ospite, benvenuto, farò il possibile perché tu possa trascorrere la vacanza che desideravi; ricorda però che la tua serenità si confronta continuamente con la mia, e dunque io mi adopererò per applicare ogni buona norma che serenamente favorisca la convivenza, ma mi aspetto che tu faccia lo stesso. Quindi: rispetto per le (poche) regole elementari che ci rendono tutti, turisti e indigeni, persone ogni volta migliori. Questo, volevo dire. Ed era quello che veramente pensavo, prima di scattare la foto.

giovedì 29 aprile 2010

DIALECT LESSONS, pt. III

AI SEN INCÒRA
E' cminzarà a cadé la prèma néva
cun e' rispir ch'l'arivarà dalòngh
a dì ch'ai sen incóra.
As difindren cun j oc ch'i gvérda d'là.
Adès stasèma a que sanza andè fora,
sòl nujét du.
E s'as strinzen un et pó
fórsi al ròbi al síarimégia.
E a la maténa i pi fora dla cvérta.

Ci siamo ancora.

Comincerà a cadere la prima neve
col respiro che arriverà lontano
a dire che ci siamo ancora.
Ci difenderemo con gli occhi che guardano di là.
Adesso stiamo qui senza andar fuori,
solo noi due.
E se ci stringiamo un altro po'
forse le cose si rimediano.
E la mattina i piedi fuori dalla coperta.
(Tolmino BALDASSARRI, La néva, Forum/Quinta Generazione)